martedì 30 ottobre 2012

Napolitano vuole che Monti resti fino alla primavera




Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. REUTERS/Manuel Silvestri

Il presidente della Repubblica ha chiesto oggi ai partiti di fare una nuova legge elettorale e di condurre la legislatura sino al suo termine naturale nella primavera del 2013 nel tentativo di chiudere le fibrillazioni aperte dalla minaccia di Silvio Berlusconi di togliere la fiducia al governo Monti.

Sabato l'ex premier, che il giorno prima era stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per frode fiscale, ha minacciato di far cadere Monti aumentando l'incertezza dei mercati sulle prospettive politiche in Italia.

"C'è materia assai rilevante per l'impegno del governo e del Parlamento di qui alla scadenza naturale della legislatura", ha detto Giorgio Napolitano intervenendo alla cerimonia per il 150esimo anniversario della Corte dei Conti.

La primavera è "una scadenza sufficientemente vicina per consentire alle forze politiche di prepararsi a riassumere pienamente il loro ruolo nella vita istituzionale sottoponendo al corpo elettorale, sulla base di nuove regole, liberamente le loro diversificate analisi e piattaforme programmatiche".

Ieri Monti aveva dimostrato di non prendere troppo sul serio le esternazioni del Cavaliere dicendo di non considerare "una minaccia" la possibilità che il Pdl ritiri la fiducia al suo esecutivo.

Mentre lo spread tra i Btp e i Bund a dieci anni saliva a 356 punti base da 338 venerdì il premier si era domandato retoricamente quale sarebbe la reazione dei mercati in caso di caduta anticipata del suo governo.

La posizione da 'falco' di Berlusconi è stata sconfessata già ieri dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, che in una difficile conferenza stampa - nella quale ha dovuto commentare una nuova sconfitta del partito in Sicilia, che è la sua regione, - ha negato l'antimontismo del Popolo delle libertà.

"E' una rappresentazione comica che Berlusconi sia a capo di un partito antimontiano", ha detto Alfano nonostante le dichiarazioni ufficiali del Cavaliere.

BASTA DOCCE SCOZZESI

Lo stop and go del Cavaliere nei confronti di Monti ha continuato a raccogliere oggi commenti tra lo scettico e l'adirato.

"Non credo che il governo balli in modo particolare", ha commentato oggi il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi.

"Basta con queste polemiche continue, con questa doccia scozzese di chi dà un giorno la fiducia e un giorno la toglie che aggravano ulteriormente la situazione, 30 punti di spread in un giorno è una botta clamorosa", ha detto il presidente delle Fondazioni bancarie Giuseppe Guzzetti.

Da tempo Napolitano rivolge periodici appelli al Parlamento perchè modifichi la legge elettorale che assegna un premio di maggioranza, per alcuni giudicato eccessivo, alla coalizione che prende più voti e non consente agli elettori di scegliere i propri rappresentanti.

I partiti, che nei sondaggi e nelle elezioni siciliane di ieri mostrano di soffrire di una crescente disaffezione da parte dei cittadini, tentennano nel timore che le modifiche li danneggino.

Napolitano oggi ha anche parlato dei controlli alle spese della politica, altro tema sul quale i partiti non riescono a trovare un accordo per riconquistare la fiducia degli elettori.

Il Capo dello Stato ha rilevato "l'importanza dell'argomento addotto dal professor Amato a supporto della piena sostenibilità costituzionale dell'estensione dei controlli della Corte dei Conti a tutte le sfere nelle quali ci si avvalga con continuità e ordinarietà di risorse finanziarie pubbliche".

Poco prima Giuliano Amato, consulente del governo Monti su questa materia, aveva detto che i politici appena pochi mesi fa hanno fatto "la scelta di escludere [il controllo della Corte dei Conti] in nome di una giustificazione aberrante secondo cui i partiti possono fare delle risorse loro assegnate quello che vogliono".

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